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Lampioni intelligenti: cosa sono e come aiutano la transizione green

lampioni intelligenti
09
Mar 2022

Ben prima che si potesse parlare di lampioni intelligenti, l’illuminazione pubblica aveva già una funzione collaterale a ciò per cui era stata progettata, cioè rischiarare la via ai cittadini. Non tutti erano in grado di coglierne le valenze accessorie, per esempio quel potere romantico e straniante utilizzato da Cesare Pavese per esternare le sue preoccupazioni riguardo alla modernità e al repentino sviluppo urbano delle città operaie, come Torino. 

“Luci mute ingioiellano la notte 

le collane, nei viali, dei lampioni. (…)  
Io sono solo in mezzo all’universo 

di tutte queste luci. 

(…) Domani, sotto il suicidio del sole, 

riprenderà la vita solitaria”. 

da “Blues della grande città” (1935) 

Da allora, i “fanali”, i fasci di luce che tanto hanno ispirato i poeti e i cantautori del passato, sono stati protagonisti di un’evoluzione tecnologica radicale. In barba alla modernità temuta da Pavese. Oggi possiamo parlare a buon titolo di lampioni intelligenti e, seppur in modo molto diverso, questi importanti elementi delle città sono ancora in grado di evocare concetti in qualche modo estranei alla loro funzione. 

I lampioni intelligenti sono le prime colonne portanti delle smart city. Sì, vere colonne, intese come supporti sui quali costruire un sistema di connessioni, produzione di dati, presenze sul territorio necessarie per mettere in relazione le infrastrutture materiali delle città con il capitale umano e sociale di chi le abita.  

 

Lampioni intelligenti: che cosa sono e perché giocano un ruolo primario nelle smart city 

Gli impianti di illuminazione pubblica oggi possono essere potenziati da una tecnologia che, in un certo senso, reinventa gli impianti già presenti, il più delle volte senza richiederne la sostituzione. Ciò che non è sopravvissuto alla rivoluzione tecnologica è il corpo illuminante, che è stato definitivamente sostituito con un sistema a LED, capace di garantire un consistente risparmio energetico. Ma non è solo questo aspetto a giustificare la connotazione di “lampioni intelligenti”. Il palo, più o meno di design, è stato reinterpretato come supporto di sensori e apparecchi per la connettività. 

Innanzitutto, i lampioni smart sono dotati di sensori di movimento e di luce, che li attivano solo quando serve (ad esempio, in corrispondenza con il passaggio di una persona). Questa funzione di auto-regolazione, che include anche l’intensità e il colore della luce, ha un bassissimo consumo energetico. In un mondo dove l’efficienza energetica è una priorità, questo sistema taglia i costi in bolletta del 40-60% rispetto a un lampione tradizionale (fonte: Osservatorio Conti Pubblici Italiani). 

I lampioni possono poi essere aggiunti apparecchi per la connettività (la connessione a internet avviene attraverso le tecnologie LoRaWan, acronimo di Low-power Wide-area networking), grazie ai quali diviene possibile: 

  1. raccogliere e comunicare ad altri dispositivi e ai centri di controllo (le control room cittadine) informazioni; 
  2. videosorvegliare il territorio; 
  3. assistere le forze dell’ordine nelle situazioni di pericolo, nel controllo della circolazione e dei posteggi auto; 
  4. controllare la qualità dell’aria o delle condizioni meteo; 
  5. controllare il percorso dei mezzi pubblici; 
  6. supportare i moduli Wi-Fi delle città; 
  7. individuare incendi o fumi e lanciare l’allarme; 
  8. verificare la raccolta della spazzatura urbana; 
  9. individuare eventuali oscillazioni anomale e possibili terremoti;
  10. ricaricare le auto elettriche. 

 

Il contributo dei lampioni intelligenti alla rivoluzione green in città 

I tradizionali e obsoleti pali della luce diventano dunque veri e propri hub tecnologici al servizio dei cittadini. Ma non dimentichiamo anche che, allo stesso tempo, come già accennato, i lampioni intelligenti diventano anche protagonisti dell’ottimizzazione del consumo energetico urbano e contribuiscono quindi al raggiungimento degli impegni sull’efficienza energetica firmati con il Pacchetto 20-20-20 e perseguiti dal PNRR nella Missione 2.

cta_infografica_enercom 

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