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Monitoraggio ambientale nella smart city: un’era di nuovi servizi

monitoraggio ambientale
24
Nov 2021

Il monitoraggio ambientale permette agli amministratori delle smart city di trovare soluzioni efficaci contro l’inquinamento e prevenire o mitigare fenomeni meteorologici estremi, a partire da dati attendibili e capillari. Ma è anche un modo per coinvolgere i cittadini in modo attivo e renderli consapevoli delle tematiche ambientali. 

Secondo la definizione dell’Agenzia Ambientale Europea (EEA), per monitoraggio ambientale si intende la “misurazione, valutazione e determinazione di parametri ambientali e/o di livelli di inquinamento, periodiche e/o continuate allo scopo di prevenire effetti negativi e dannosi verso l’ambiente”. A livello urbano il monitoraggio ambientale si concentra soprattutto sulla qualità dell’aria, indispensabile per prevenire le oltre di 50mila le morti premature dovute, secondo i dati dell’Agenzia europea della salute, a inquinanti atmosferici come polveri sottili, ossidi di azoto e ozono troposferico.  

La stessa EEA ha presentato una nuova mappa visuale europea della qualità dell’aria urbana che consente ai cittadini di verificare i livelli di inquinamento atmosferico nella propria città e metterli a confronto con quelli di altre città europee. La situazione che emerge non è delle migliori per l’Italia, in particolare per le città della pianura Padana, dove Cremona risulta, ad esempio, fra le tre città più inquinate dell’Unione. 

I dati sono confermati dal report Mal’Aria di Legambiente, dove si evidenzia che dei 96 capoluoghi analizzati, ben 35 sono fuorilegge per avere superato i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili e che 60 città italiane registrano una media annuale di Pm10 superiore a quanto indicato dall’OMS (20 microgrammi per metro cubo). 

Un’infrastruttura smart per il monitoraggio ambientale 

La tecnologia fornisce strumenti per il monitoraggio ambientale sempre più economici basati su sensori che operano in sistemi Internet of Things (IoT)L’infrastruttura di rilevazione, basata su device fissi o mobili può raccogliere dati e trasformarli in informazioni dettagliate, con elevata risoluzione. I dispositivi di rilevazione mobili possono, ad esempio, essere installati su veicoli (pubblici come bus o privati), e possono coprire un territorio vasto e in modo capillare con un numero limitato di sensori. La successiva elaborazione può essere effettuata in parte a livello locale, trasferendo poi in cloud (via wireless) i dati per elaborazioni più sofisticate, utilizzando sistemi di Business Intelligence e ricorrendo eventualmente all’Intelligenza artificiale. droni possono rappresentare a loro volta strumenti molto efficaci per il monitoraggio ambientale, grazie alla visione dall’alto, la possibilità di coprire aree vaste con rotte predefinite, spingersi in zone difficilmente accessibili, alla capacità di supportare una molteplicità di tecnologie e trasmettere dati geolocalizzati. La raccolta e la gestione dei dati svolge un ruolo estremamente importante sia per le decisioni delle amministrazioni delle green city sia per la comunicazione con i cittadini. 

Il monitoraggio ambientale può essere collaborativo

I dati del monitoraggio ambientale dovrebbero essere open e pubblici per i cittadini che, in prospettiva, dovrebbero poter collaborare in modo attivo fornendo a loro volta dati e segnalazioni. Alcune sperimentazioni vanno in questa direzione. 

Un esempio è rappresentato da UPTOWN, quartiere smart e green alle porte di Milano, un progetto caratterizzato da mobilità green, innovazione tecnologica e servizi intelligenti, è ad esempio dotato di una centrale di monitoraggio ambientale ed energetico, che potrebbe diventare un punto di rilevazione condiviso, come potrà accadere per altri quartieri o edifici della città. 

Significativo anche il progetto TOO(L)SMART che prevede l’installazione, presso scuole o istituti pubblici, di una serie di stazioni di monitoraggio ambientale a basso costo, basato su hardware e software open source e dispositivi IoT. Ne è capofila il Comune di Torino e ne fanno parte Messina, Padova, Lecce e Siracusa, con l’obiettivo di mettere a punto un modello che potrà essere adottato da altre città europee. L’aspetto interessante è che il progetto prevede anche una componete didattica con il coinvolgimento di Istituti scolastici presso i quali installare i sistemi realizzati dagli studenti grazie a percorsi formativi sul tema dell’Internet of Things per il monitoraggio ambientale. In alcune realtà si prevede anche la creazione di sistemi per la restituzione dei dati ai cittadini, oltre ad attività di formazione e sensibilizzazione del personale del Comune che opera sulle tematiche ambientali. 

Il monitoraggio ambientale in ambito urbano risulta dunque una componente essenziale nel percorso verso la smart city e, integrata nella sua infrastruttura, offre nuove possibilità di fornire informazioni e servizi avanzati per migliorare la qualità della vita dei cittadini. 

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